Quante volte ci siamo rimproverati per la condizione del nostro paese, lamentandoci dell’apatia generale? Quante volte ci siamo amaramente detti che in Italia non ci saranno mai proteste di massa o movimenti di popolo?
Oppure: quanto spesso denigriamo o deridiamo Paesi che, piú del nostro, sottostanno alla dittatura del politicamente corretto e ai diktat del piú becero multiculturalismo?

Oggidí vi é una certa tendenza a questo tipo di riflessioni, che spesso si estende alla critica della (perdita di) virilitá in taluni paesi, o anche nell’Occidente intero.

Ma siamo davvero diventati meno virili in Occidente? In parte sí.

É vero che in alcune aree altamente inquinate dell’Europa e degli Stati Uniti vi sono questioni complessi, come la contaminazione delle falde acquifere con xenoestrogeni, e vi consiglio comunque di informarvi riguardo gli xenoestrogeni. É un problema che peró é scarsamente diffuso in Occidente, fortunatamente.

Ció che é vero é che il nostro stile di vita é diventato terribilmente sedentario (e ce lo ripetono in continuazione) – quasi tutto l’Occidente ha completato la transizione socioeconomica che ha visto trasformare quasi tutte le economie nazionali da economie del settore secondario e dei colletti blu in economie post-industriali basate sui servizi.
I nostri nonni e i nostri padri erano contadini e operai, noi siamo impiegati; e non é qualcosa per cui siamo stati fatti.
L’eterna lotta nel mondo selvatico e selvaggio ha improntato i nostri corpi a quei compiti che sono imprescindibili in quel mondo, ovvero la difesa delle risorse (e della propria progenie) e l’acuisizione di nuove risorse attraverso lo sforzo fisico (sia esso impiegato nell’agricoltura, nell’artigianato o nella guerra).
Ad esser franchi, gli uomini sono stati contadini e cacciatori (a volte artigiani) quasi per tutta l’esistenza della specie umana in generale. A pensarci, anche fino a poco tempo fa quasi tutto quello che veniva prodotto era derivato dall sforzo fisico di qualcuno.

In termini di virilitá, non vi é alcuna differenza fra un boscaiolo ed un operaio, o frau n fabbro e un mugnaio.

Ma al giorno d’oggi la societá in cui viviamo si soddisfa principalmente di beni di tangibilitá sempre piú astratta – servizi, azioni finanziarie, tendenze del momento.
E quindi, ci ritroviamo a vivere in una societá che non é affatto basata sul lavoro di Uomini, o che comunque non ha alcun bisogno specifico di manodopera maschile; per accorgersene basta dare un’occhiata alla sempre crescente femminilizzazione del mondo del lavoro (sia in termini demografici che culturali), mentre anche i mestieri che tradizionalmente si intendevano come quintessenzialmente maschili vengono semrpe piú indirizzati alla „neutralitá di genere“ ( almeno sulal carta) grazie al turbofemminismo occidentale, ad esempio le forze armate, i vigili del fuoco o le forze dell’ordine in generale.

E ancora: abbiamo perso la nostra coscienza comunque di Uomini come una categoria a sé stante, legata da caratteri e attributi biologici ma anche da ma anche da ordini specifici di idee, ruoli, concezioni, prerogative, a seconda della cultura? Forse.

Ció che é certo é che gli Uomini sono naturalmente svantaggiati rispetto alle Donne, nella misura in cui la nostra identitá di Uomini é determinata principalmente da rituali e usanze sociali. Ovviamente, anche le Donne hanno i loro rituali, ma un evento biologico come la prima mestruazione, é sempre stato considerato almeno un passo importante e tangibile verso la femminilitá adulta in quasi tutte le societá della storia.
Le Donne oltretutto subiscono dei cambiamenti fisici molto piú evidenti durante la pubertá.

E noi Uomini cosa abbiamo di cosí evidente? In veritá, niente. Certo, comincia a crescerci la barba, ma a ritmi invero molto varii, e comunque difficilmente la si puó considerare altro che un carattere secondario  (con questo intendo dire che essa puó rinforzare la percezione della virilitá, ma non la definiscono né la determinano). Certo, anche noi abbiamo i nostri cambiamenti nella pubertá, ma i nostri sono tutti celati e solitamente poco visibili.

E quindi, che ci resta? Perdere la verginitá? Non proprio. Il servizio di leva? Certo, quello sarebbe potuto essere un esempio rilevante, ma il servizio di leva é ormai stato abolito quasi ovunque in Occidente, e anche dove resta non é piú percepito allo stesso modo. La realtá osservabile purtroppo ci dice che siamo rimasti senza alcun momento pregno di significato in cui si puó identificare il momento in cui si abbandona la gioventú per entrare nella virilitá adulta.

Anche paesi con tradizioni pure pregevoli come la Jugendweihe tedesca le hanno praticamente dimenticate, figurarsi divisioni piú rigorose come l’antica differenza che si vedeva fra juniores e seniores.

Questa la situazione. Che impatto ha essa sulle condizioni di lotta politica e metapolitica?

Lo Stato moderno di ogni paese occidentale medio negli ultimi 40-50 anni é diventato sempre piú ostile verso noi Uomini nel senso tradizionale del termine, anche se in modo subdolo.

Per fare qualche esempio:  perché ai noti fatti criminosi a cui assistiamo non sono mai seguite marce, manifestazioni, e presenza sul territorio? Perché non vediamo niente di tutto questo dopo ogni Rotherdam, dopo gli attentati di Parigi, dopo l’ennesimo stupro o l’ennesima sommossa di allogeni?

  1. Prima di tutto, la cultura urbana é innatamente piú debole e piú di quella di molti allogeni, che provengono spesso da zone rurali o comunque da culture tradizionali. Nelle periferie di molte cittá europee (quando non in intere cittá, come Londra) la popolazione locale é soverchiata nei numeri.
  2. Gli Europei hanno sempre meno accesso ad armi di vario tipo. In Svezia le gang allogene usano frequentemente bombe a mano. Dubito che lo svedese medio nabbia modo di procurarsi una bomba a mano. In altri paesi, come la Gran Bretagna, le armi sono semplicemente proibite per il cittadino medio.
  3. Tutti gli Uomini, da qualche parte nella loro testa, sanno che il sistema é contro di loro. Nelle zone prevalentemente abitate da allogeni e immigrati le vessazioni sono a volte quotidiane. Ma appena ci si lascia andare ad una parola poco elegante – il video registrato da qualcuno finisce su internet e con l’aiuto die pennivendoli che caratterizzano la nostra stampa, si finisce ad essere diffamati e/o licenziati, quando non multati o indagati. Quando é il contrario a succedere, invece, la pubblicitá non é molta e chi ne é responsabile sa che il sistema li tollera.

Gli Uomini dell’Occidente sono piú emasculati? O hanno solo le mani legate?

Alcuni pensano che siano le conseguenze dell’emancipazione femminile a rendere i maschi meno dominanti. Tuttavia, questa é necessariamente una visione falsata; non sono pochi gli esempi nel passato che oggigiorno ci fanno storcere il naso, come ad esempio l’usanza del cicisbeo. La differenza era vivere in un sistema che non fosse ostile a chi viveva allora.

Se fossimo davvero cosí emasculati ed evirati come qualcuno vuole credere, non ci sarebbe bisogno delle misure repressive che ormai ovunque si vanno intensificando ovunque sul nostro continente.

La veritá é che se le cose stessero altrimenti, venute meno le pressioni poliziesche e mediatiche, pochi dei mali che affliggono i nostri paesi resisterebbero a lungo.

Senza una classe politica, mediatica e giudiziaria imborghesita, ammanicata e corrotta, pochi dei gravi crimini commessi contro la nostra gente resterebbero impuniti.

É bene quindi tenere a mente le specifiche circostanze sociali e storiche in cui ci troviamo a vivere, prima di piangersi addosso. Vi é ancora spazio per divenire Uomini in questo millennio, non certo attraverso lo stile di vita consumistico, debosciato e egoistico che ci viene propugnato, ma attraverso la lotta politica identitaria, la solidarizzazione con i nostri sodali e la costruzione di forti comunitá di spirito e di vita.