Bergomum-Berghem-Bergamo

Bergamo, città di fondazione celtica, è forse uno dei più antichi insediamenti lombardi, poichè Milano, Pavia, Lodi etc. sono riconducibili a una fondazione gallica, quindi posteriore.
L’ origine del nome “Bèrghem” è, secondo alcuni, di provenienza germanica poichè anche nell’odierno tedesco “berg” significa monte, mentre “heim” significa casa, letteralmente “casa sul monte”. Questa è un’ ipotesi abbastanza screditata in quanto non si hanno prove di una dominazione germanica sul territorio, anche se il nome sta a significare proprio quello: casa sul monte.
Le Orobie, le Alpi del territorio bergamasco, devono il loro nome agli antichi abitanti celti “Orobi”, nome di etimologia greca usato dagli Etruschi per riferirsi a quella popolazione. Esso ha il significato di  “montanari” e, quindi, è riconducibile al termine”bergamaschi”, letteralmente  “abitatori di città elevate”.

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Dopo la fondazione celtica subentra la dominazione romana guidata da Giulio Cesare che riconosce l’insediamento con il nome latino di “Bergomum”.
Segue un periodo di tranquillità e prosperità di quattrocento anni, alla fine dei quali giungono i Longobardi che impongono il loro regno con capitale Pavia. Con la fine della dominazione longobarda, Bergamo e il suo territorio diventano una terra di confine segnata dalle guerre tra il Ducato di Milano e la Repubblica Serenissima di Venezia, la quale infine si impone territorialmente, donando a Bergamo un periodo di benessere, insieme ad alte mura e alle quattro porte della Città Alta.
Con la caduta della repubblica veneta, il territorio entra a far parte del Regno Lombardo -Veneto, sotto la dominazione austriaca. Alla fine di questa breve assoggettazione straniera, Bergamo entra, infine, a far parte del Regno d’Italia, che contribuisce ad instaurare.

Il centro della città è storicamente diviso in due parti: la Città Alta e la Città Bass, una più antica e l’altra più recente. I luoghi di maggior interesse sono sicuramente la Piazza Vecchia, il Palazzo della Ragione, la Basilica di Santa Maria Maggiore e tante altre perle da scoprire in questa stupenda città lombarda.
Inoltre, secondo il detto popolare: “Caràter della rassa bergamasca: Fiàma de rar, sóta la sènder bras” di Giacinto Gambirasio, il popolo bergamasco, non sempre fa fuoco e fiamme, però sotto la cenere mantiene una brace che brucia ardentemente.
Un altro detto recita: “Bèrghem, Bèrghem l’ è söl sass, Trist chi mör, Pègio chi nas”, soffermandosi sulla povertà della  campagna bergamasca, in cui era difficile vivere. Nonostante ciò, i nostri antenati hanno perdurato e fatto fiorire questa pianura.
Il territorio bergamasco ha, inoltre, da offrire bellezze naturalistiche straordinarie, con le già citate Alpi Orobie (la cui vetta più alta arriva a 3.050 m, il Pizzo Coca) e il fiume Adda, antico confine con il Ducato di Milano, in cui si trovano le chiuse progettate dal Maestro Leonardo da Vinci e l’affascinante campagna, avvolta in autunno da una nebbia suggestiva.

A tavola troviamo la polenta, regina indiscussa della cucina bergamasca, che accompagna qualsiasi pietanza, dal cudeghì al formai e come primo piatto i casonsei, pasta tipica locale, il tutto accompagnato da dei vini rossi DOCG come il Valcalepio e il Terre del Colleoni.
La squadra calcistica cittadina è l’ Atalanta, orgoglio dei bergamaschi e motivo di coesione, nonchè parte integrante dell’ identità moderna.

È una terra che si dimostra  essere piena di tradizioni e bellezze, cultura e folklore che vale assolutamente la pena visitare.

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