Casaleggio, l’inquietante profeta della dittatura del web

Ai funerali di Gianroberto Casaleggio uno striscione annunciava: “realizzeremo noi il tuo sogno”. Frase romantica e inquietante al contempo. Perché questo sogno è un incubo distopico, tale da far venire i brividi ad un romanziere come Orwell.

Innanzi tutto, bisogna dirlo: la scomparsa di Gianroberto Casaleggio è senza dubbio uno degli eventi principali della politica italiana del 2016, benché il “guru” del Movimento 5 Stelle non sia mai stato un politico tout court. Rimasto nell’ombra, nascosto eppure onnipresente, Casaleggio è stato il leader politico italiano – perché, alla fine, è di un leader che si trattava – più enigmatico e più irraggiungibile della storia repubblicana.

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Ma, più che di un partito, lui preferiva avere la leadership delle idee che ne erano alla base. Semplificare il Casaleggio-pensiero non è facile: questo esperto di web marketing aveva la vista lunga, e ha saputo creare una straordinaria macchina pubblicitaria (ed economica) grazie al blog di Beppe Grillo. Ma, se usciamo un poco dal raccolto del politico – cioè da quanto egli ha compiuto – possiamo addentrarci nei progetti dell’uomo. Ed ecco che Casaleggio diventa un inquietante filosofo della distopia.

Il suo mini-documentario “Gaia, il nuovo ordine mondiale” diffuso suo youtube (https://www.youtube.com/watch?v=JodFiwBlsYs) presenta la storia degli ultimi anni e del prossimo futuro con uno scenario decisamente apocalittico. Il video preconizza l’inizio di una guerra mondiale nel 2020, con la distruzione dei simboli stessi dell’Occidente quali San Pietro, la Sagrada Familia o Notre Dame. Disastri ecologici e climatici, insieme ad una guerra devastante, porteranno la riduzione della popolazione mondiale ad un solo miliardo di persone. Alla fine, a vincere sarà il web: dopo la distruzione, arriverà la creazione. Un progetto di Google detto Earthlink – viene da pensare ad una sorta di Facebook – farà sì che non servano più passaporti o documenti: “Per essere – afferma il documentario – tu devi essere in Earthlink o non avrai identità”. Alla fine di tutto, il mondo creerà un governo mondiale chiamato Gaia: “in Gaia partiti politici, ideologie, religioni spariscono. L’uomo è il solo proprietario del suo destino. La conoscenza collettiva è la nuova politica”. Il video si conclude con il nome dell’avatar “Herberth Marshall”, che ha prestato la sua “voce” per il video.

Questo che per Casaleggio è forse più che un sogno: è un progetto concreto – sorta di “bussola” per leggere i prossimi anni e con la quale il Movimento deve definire la sua rotta – ma per tutti gli altri diventa una sorta di terribile incubo. Innanzi tutto, viene da chiedersi se Casaleggio davvero credesse a quanto raccontato da Gaia. Questa domanda, postagli da Marco Travaglio, ebbe per risposta che quel video fu un “divertissement”. “[Gaia] fu un modo per fare qualcosa che prendesse in considerazione alcune ipotesi” (Qui: https://www.youtube.com/watch?v=OWsaWMcPkMo, minuto 16.40). Quali ipotesi, non si sa. Come dire: Gaia è una cosa che serve per cosare le cose. Una supercazzola di grande livello. Possiamo credere che Gaia fosse solo un gioco? Come può un uomo che ha fatto di internet la sua stessa ragione di vita aver creato un video da diffondere in rete così, tanto per fare? Casaleggio non è stato uno smanettone fine a se stesso: ciò che faceva rispondeva ad un criterio ben preciso.

Viene da supporre la veridicità di Gaia almeno leggendo la stessa azione del Movimento 5 Stelle, che già di suo persegue la “democrazia diretta” tramite il web. Le battaglie del Movimento non sono ideologiche o partitiche, al punto tale che i grillini sono un’utile sponda tanto per la destra conservatrice quanto per la sinistra più progressista. La politica nazionale del Movimento è contraddittoria e caotica: i pentastellati sono contro l’euro e l’Europa Unita come la Lega ma hanno votato per abolire la Bossi-Fini, in linea con la sinistra. In fondo, se non vogliamo ammettere una certa cecità e l’assenza di un progetto, viene da pensare che proprio qui stia la loro politica: essere al di sopra degli schemi, privi di un’ideologia e privi di una stessa struttura partitica classificabile in destra o sinistra. Non è questo il presupposto del governo di Gaia?

Ma c’è di più. Se ammettiamo un mondo il cui governo è privo di partiti, di ideologie o di religioni, stiamo immaginando una realtà asettica, artificiale, creata a tavolino. Un mondo che si pretende libero, e in cui, invece, la libertà sarà repressa proprio nella forma più alta dell’identità umana: quella di avere un credo politico, ideale o religioso, ma un credo. Di qui a Orwell il passo è brevissimo: il mondo di Casaleggio è in realtà un enorme Grande Fratello – non a caso, tutti sono schedati in Earthlink, nel quale e per mezzo del quale si “esiste” agli occhi della società – nel quale si viene costantemente monitorati e schedati. Il video non lo dice, ma è ipotizzabile: un “like” di troppo potrebbe costare la rieducazione nei moderni gulag del pensiero unico? Oppure il “guru” partiva dal presupposto che tutti i dissidenti fossero già stati massacrati nel catastrofico conflitto nei quali dovevano morire i 6/7 dell’umanità? Come che sia, Casaleggio, in pratica, immaginava un mondo di automi, privo di dissenso e di identità: non a caso, la voce del mini-documentario è quella di un avatar.

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La riflessione ulteriore riguarda la stessa identità dei popoli. Casaleggio sostanzialmente combatte le identità perseguendo un fine massonico di annullamento delle differenze. Ma si può notare che i simboli che vengono distrutti nel suo breve video sono solo quelli occidentali, e ancor più quelli esclusivamente cattolici: i tre luoghi, San Pietro, la Sagrada Familia e Notre Dame, sono tre basiliche cattoliche. In ciò dobbiamo comprendere come la distruzione dell’identità non sia globale, ma locale: a Casaleggio non interessava la fine dei conflitti religiosi – ad esempio la fine della guerra in Medio Oriente – ma la fine dell’identità europea. Una linea politica che è ampiamente tracciata e perseguita dalla gran parte dei politici europei, tanto di sinistra quanto di destra, con azioni che sembrano tutte tra loro concatenate: negare i valori sociali occidentali, favorire l’immigrazione incontrollata dall’Africa e sostituire la cultura, le leggi ed infine i nuovi arrivati con la cultura, le leggi e la popolazione europea. Il progetto non è per nulla peregrino ma risponde a precisi criteri già dettati dal politico e massone Richard Kalergi (https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Nikolaus_di_Coudenhove-Kalergi#CITEREFCoudenhove-Kalergi1925), visionario austriaco nato in Giappone che definì per la prima volta i principi di incroci multietnici, per cui val bene questa sua inquietante affermazione: “L’uomo del futuro sarà un incrocio multietnico (mescolanza razziale). Le razze e le caste di oggi gradualmente scompariranno a causa della scomparsa di spazio tempo e pregiudizio. La razza del futuro sarà euroasiatica-africana, esternamente simile agli antichi egiziani e sostituirà le varietà dei popoli attuali, con una varietà di individui”. Il cosiddetto “Piano Kalergi” è da lungo tempo il vademecum dei politici europei, perché non credere che “Gaia” possa costituire anch’essa una forma di linea guida?

Viene da tirare un sospiro di sollievo: se Casaleggio è morto, il suo pestifero progetto non avrà seguito. E chi lo dice? Dimentichiamo che Casaleggio fu solo un ingranaggio di un sistema molto più articolato e complesso. Le persone con le quali la Casaleggio Associati intratteneva o intrattiene rapporti sono le stesse contro le quali – a parole – i grillini si scagliano in parlamento. Misterioso quanto lo stesso Casaleggio è Enrico Sassoon, poi uscito dalla Casaleggio Associati ma che al tempo della sua fondazione ne deteneva il 5%; costui, pur senza esserne membro, è collegato all’Aspen Institute Italia, sponda del Bilderberg Club, alla pari con altri potenti uomini italiani quali John Elkann, Mario Monti, Romano Prodi, i due Letta, Giulio Tremonti, Lucia Annunziata, Umberto Eco. Tutti uomini che hanno in mano le chiavi economiche e culturali del sistema occidentale, e che sono artefici della sua dissoluzione. Viene spontaneo domandarsi come un uomo come Sassoon possa essere al vertice del potere di un movimento anti-casta. Secondo lo stesso Sassoon, in un articolo pubblicato dal CorSera e poi ripreso sullo stesso blog di Beppe Grillo (qui: http://www.beppegrillo.it/2012/09/la_macchina_tra.html) egli non fa parte di nessun potere forte, e ogni informazione di questo tipo è distorta e malata. Sarà. Ma come credere che dietro il M5S non vi siano questi cosiddetti “poteri forti”? Non dimentichiamo il massonico leit-motiv del NWO, che fa capolino in Gaia proprio nel titolo: “Gaia, un nuovo ordine mondiale”.

In questo melting-pot di occultismo, di fanta-politica e di distopia orwelliana, una sola cosa è chiara: l’intento è quello di dire e non dire, nascondere mettendo alla luce del sole. Insomma, dare gli indizi per poi depistare il pubblico. Un ottimo modo per confondere, tacciando chi prova a capirci qualcosa come un maniaco complottista; che, poi, lo stesso Movimento di Beppe Grillo ammette l’esistenza dei complotti più fantasiosi, quanto meno per far passare l’idea di essere un innocuo circolo di creduloni. Ma il Movimento Cinque Stelle, che non è un’accolita di “gente comune”, è invece un raffinato sistema pensato da uomini come Casaleggio per preparare la strada a Gaia. I politici “a cinque stelle”, spesso, nemmeno lo sanno: loro sono intimamente convinti di non essere in mezzo a questo meccanismo. La loro politica spesso è anche buona, dalla parte del cittadino; ma la linea nazionale del Movimento lascia presagire qualcosa di più.

La morte di Casaleggio, direte, ha troncato questo progetto. Ne siete sicuri? Per tornare alla sua intervista: “Il futuro arriva all’improvviso, ma in realtà è stato già preparato molti anni prima” (minuto 17.30). Ho ricordato queste parole osservando lo striscione appeso al suo funerale. Teniamole a mente, e prepariamoci di conseguenza.

 

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