Il Libro del Venerdi: 1914, Luciano Canfora

4147-3In occasione del centenario dello scoppio del primo conflitto mondiale, e vero e proprio sucidio d’Europa, recensiamo questo testo a carattere storico, ultima fatica di Luciano Canfora. Studioso noto per le opinioni spiccatamente di sinistra, se non apertamente comunista, l’autore proviene comunque da una solidissima formazione culturale classica, tanto da ottenere anche la docenza in Filologia ellenica e latina. Il testo in questione si distingue per l’obbiettività e la puntualità nelle citazioni bibliografiche. I fatti analizzati, partono, a dispetto del titolo, dall’inizio del novecento, con l’avvicendamento degli imperatori tedeschi ed il licenziamento di Bismarck, fino alla conclusione del conflitto, approfondendo, in maniera leggera e scorrevole, le vicende politiche interne ai singoli stati coinvolti nel conflitto e smontando alcuni dei luoghi comuni democratico-liberali che, ancor oggi, tende a dipingere quel conflitto come una semplicistica crociata democratica contro le autocrazie. Una versione ante litteram della guerra che sarebbe poi scoppiata ventuno anni più tardi. Come è possibile parlare di lotta contro le autocrazie quando, a fianco delle democrazie combattevano nazioni, come l’Impero Russo e quello Giapponese, nei fatti ancora feudali? Il regime di governo a quell’epoca in Italia sarebbe considerato oggi, da quegli storici che parlano di “scontro di civiltà” come democratico? E per quale motivo la Germania, vero golem di quel fratricida conflitto, sarebbe da considerarsi autocrazia dal momento che vi vigeva il suffragio universale maschile dal 1870, mentre in Gran Bretagna tale suffragio era ancora concesso su base censitaria? Come mai i Partiti Socialisti, inizialmente pacifisti, aderirono poi ai richiami alla fedeltà alla Patria? Quale fu il peso della Chiesa? Luoghi comuni e mistificazioni di entrambi gli schieramenti sono smontati, punto per punto e con competenza storica in questo testo di Canfora. Il desiderio delle potenze atlantiche di ridisegnare i confini nei Balcani e in Medio Oriente, a spese dei grandi malati, Austria-Ungheria e Impero Ottomano finì per concordare sinistramente con la ricerca di vendetta dei medesimi Asburgo e con “l’assalto al cielo” lanciato dagli Hohenzollern al monopolio britannico sui mari, vero oggetto del contendere.
Un testo di poche pagine, ma denso di spunti per il lettore identitario che, senz’altro, ne troverà motivi di riflessione sui problemi non solo ideologici ed economici, ma anche politici e geostrategici, dell’Europa che è e di quella che viene. Un testo per riflettere e rimarcare con ancor più forza “mai più guerre tra fratelli”.

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