Il libro del Venerdi’: Le Pietre e il Popolo, di Tomaso Montanari

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edizioni Minimum Fax, Roma 2013

Tomaso Montanari è fiorentino, e come tale gode di una terrazza particolare ed unica al mondo sull’arte e la sua declinazione in patrimonio comunitario. La lotta del secolo venturo, tra individuo e comunità, tra profitto e istruzione, si manifesta anche, ed in maniera assai pericolosa, nel mondo dell’Arte e del patrimonio culturale. Quale deriva culturale si nasconde dietro alla possibilità, per vips di dubbio gusto, di noleggiare gli Uffizi per party e sfilate di moda tutti per loro ed i loro augusti invitati? Quali interessi vi sono dietro le mostre d’arte  temporanee dai costi faraonici che surclassano musei e gallerie storiche? La nuova barbarie artistico-culturale si afferma anche creando mostre “tematiche” prive di qualsiasi nesso storico tra le opere esposte. La musealizzazione dell’Italia, dove i centri storici passano, da luoghi abitati e vivi a teche museali immobili popolate solo da negozi di griffes e venditori di carabattole, è un altro tema affrontato da questo libro. Un popolo che ormai solo in minima parte è in grado di comprendere ed afferrare il senso delle opere d’arte dei suoi padri, potrà essere qualcosa di diverso da un mero popolo di custodi e bigliettai? L’idea della storia e dell’arte come una ricerca di “misteri” alla Dan Brown è ferocemente condannata dal Montanari come il prodromo di una prossima affermazione dell’ignoranza basata sulla consumazione passiva, anche della cultura. Roma, Siena, L’Aquila,Venezia, Firenze, per quanto ancora saranno città vive prima di diventare veri e propri musei di sè stesse e sepolcri del nostro Genio? Montanari non risparmia nomi e cognomi di personaggi influenti della politica e della cultura e non lesina critiche durissime nemmeno all’attuale premier Matteo Renzi, che accusa senza mezzi termini di essere un araldo di questa nuova barbarie culturale ed anti-comunitaria. Malgrado due infelicissime frasi a favore di una moschea a Firenze, vista come reazione possibile alla sclerotizzazione museale nella quale versa la città, il testo rimane di una validità identitaria assoluta, da meditare nei giorni successivi alla lettura e in grado di suscitare e suggerire strategie offensive in ambito culturale ed estetico.

 

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