Il liberalismo come patria del pragma e del nichilismo

Già da alcuni mesi, fra i discorsi più comuni e quotidiani, è subentrato quello riguardante il Referendum sulla riforma costituzionale che si terrà a dicembre. Non appena la “sinistra colta” ha iniziato a sentire che non sarebbe mancato molto al voto, è partita la gara a chi si informasse di più: orde di liberali sono accorse ai numerosi sermoni e convegni sul “Sì” (per la maggior parte) o sul “No”, le due opzioni fra le quali, secondo loro, dovremo scegliere a ogni costo in quanto cittadini (nonostante il sottoscritto voterà no, e preferirebbe che le astensioni siano numericamente ridotte, non dimentichiamo che l’astensione è comunque un diritto come molti altri, che viene però dilapidato continuamente dai democraticissimi liberali).

viaggiatoreinunmaredinebbia

Ecco dunque che tanto nel web come nel mondo reale i propugnatori del Sì sventolano già alta la bandiera della propria presunta onniscienza politica, recante lo stemma del pragmatismo. Perché proprio di pragmatismo sfrenato si parla, in questo caso come in molti altri: i liberali sono ancorati come piovre alla realtà del presente come parte della storia, pertanto ne deriva che è per essi fondamentale conoscere ogni singolo aspetto del mondo politico (leggi, proposte del Referendum, funzionamento dei vari apparati eccetera). L’educazione civica è loro padrona, si arrogano il diritto di discorrere con saccenza ogni qualvolta il tema del Referendum subentri in una conversazione, tutto perché si ritengono informati grazie a convegni tenuti da altrettanti liberali semicolti come loro. Certamente è innegabile che sia necessaria una conoscenza del sistema politico del nostro paese, giacché anche chi non è pragmatico e ancorato al giornalismo prescrittivo e ordinatore del presente “dovrà” votare al Referendum. Ma la questione è ben diversa.
Ciò che è più grave degli atteggiamenti sopra descritti non è, in realtà, il volersi informare sul Referendum (cosa più che legittima, se l’informazione sull’argomento non fosse divenuto un mezzo per trasformarsi in boriosi sputasentenze fintamente esperti di politica), ma proprio lo spietato attaccamento ai meccanismi politici e non del mondo moderno. I liberali, all’apparenza così entusiasti di apprendere nuove nozioni di civiltà, sono invero il frutto più crudele e deprimente del mondo moderno: essi non sono soltanto pragmatici, ma anche nichilisti, quasi sempre senza saperlo, poiché il loro estremo senso di concretezza è il risultato di una rassegnazione parimenti inconsapevole alle modalità di funzionamento del mondo. Essi nascono, si guardano intorno, e agiscono di conseguenza, basandosi su ciò che viene loro dato: nessuna sommossa, nessuno Spirito che aspira al Nuovo. Il loro “fare” politico è un adattamento al pragma, alla realtà rispetto a cui sono passivi, e ogni idea è utopia – tranne, ovviamente, la bergogliana “pace nel mondo” e l’amore universale per l’invasore.

Noi, però, non siamo dello stesso avviso. Il nostro “fare” politico non è una cieca obbedienza al pragma, e il nostro Spirito non è un grigio torpore abituato ad accettare il mondo così com’è: preferiamo il passato al presente, e  il nostro “fare” è piuttosto un poiéin in senso greco, un “agire” più concreto della concretezza a cui sono rassegnati, e, poiché poiéin ha dato origine alla parola “poeta”, ossia “colui che agisce”, siamo dunque dei veri e propri poeti dello Spirito. Non accettiamo il presente così com’è, ma la nostra interiorità è esplosiva, come quella dei Romantici, e il nostro Streben, lo sforzo per raggiungere l’Infinito, sta proprio nel conseguimento di una realtà solo nel presente non ancora concreta. Siamo solo giovani sognatori che non hanno ancora compreso l’immutevolezza del mondo? Sbagliato: siamo sì sognatori, ma sappiamo che il presente può essere plasmato, poiché è l’Uomo il demiurgo del mondo. Lasciamo la fredda analisi del pragma ai perdenti: i Poeti sognano, agiscono, vincono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.