Quel bacio tra Putin e Trump che annuncia una guerra nel Baltico

La politica, si sa, la fanno anche e soprattutto le immagini. Dalle statue equestri degli invitti imperatori romani alle miniature dei sacri romani imperatori con l’orbe in mano a giustificare il loro potere sulle cose di quaggiù, fino ad arrivare alla moderna macchina fotografica, che ha rivoluzionato il concetto di fare politica con le immagini. Pro e contro il potere, si intende. Caso emblematico è quello russo, dove è da qualche tempo scoppiata una vera moda: quella dei murales. Il soggetto è ovviamente Putin: a Tiumen, nella steppa siberiana, Putin sembra una sorta di 007, ritratto con alle spalle una Casa Bianca in fiamme[1]. A Simferopoli, in Crimea, sono comparsi murales con il volto del presidente russo[2]. A Mosca, un graffito mostra Putin con un paio di forbici mentre “taglia” la parola “Revolution”, facendola diventare “Evolution”.
Ovviamente, la sfida all’ultimo murales è stata colta anche all’estero. In tono di sfottò. Così, in Lituania il presidente russo è stato raffigurato mentre bacia il candidato repubblicano Dondald Trump[3]. Ça va sans dire, l’immagine è provocatoria e fatta apposta per fare politica con le immagini: più che ai residenti di Vilnius, è destinata agli occhi attenti di americani e russi: il messaggio – puntualmente ripreso da tutti i giornali – è: “Trump e Putin sono un nemico comune”.
Viene da domandarsi perché. Tanto più che la pacifica repubblica baltica sembra lontana dalle beghe internazionali. E invece, guardando bene, la Lituania e il Baltico sono in questi giorni al centro di un acceso duello tattico tra la Russia, che difende i suoi confini, e l’America, che gioca ad un pericoloso Risiko dagli esiti imprevedibili.

È storia nota. Nessuno si sorprende che l’Europa occidentale sia, dagli anni ’50, un giardino americano. Il problema, semmai, è che quel giardino ha raddoppiato le sue dimensioni dopo lo sfaldamento dell’URSS; e, con l’entrata nell’Unione Europea – il fedele cagnolino degli americani – di mezza Europa orientale e delle tre repubbliche baltiche, il bilanciamento dei poteri è semplicemente venuto meno.
Non poteva avvenire altrimenti. La Russia dell’era di El’cin non era in grado di imporsi, ed è già tanto che sia avvenuto il “miracolo Putin” che ha permesso all’orso russo di rialzarsi. Tuttavia, il giardino americano non ha cessato di espandersi ad oriente. Via via, la NATO e l’UE hanno fagocitato quel che restava delle nazioni dell’Europa dell’Est, producendo la reazione della Russia quando la politica aggressiva dell’America è arrivata a lambire i confini della Russia, con il caso dell’Ucraina, strappata a forza dall’Unione Euroasiatica di Putin e catapultata nell’orbita americana con un’arroganza tale da giustificare perfino il neonazismo dei gruppi nazionalisti più fanatici.

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Fosse finita qui. Ma la cronaca di questi giorni rivela alcuni segnali di inquietante escalation militare che, se non valutati per tempo, possono arrivare ad aprire un nuovo fronte nella guerra mondiale a pezzi che si combatte dal 2001. Con una piccola, insignificante differenza: il fronte, questa volta, sarà europeo.

Non è un’ipotesi così peregrina. Prendiamo la storia della Prima Guerra Mondiale. È opinione diffusa tra gli storici che le guerre combattute nei Balcani e nel nord Africa prima del 1914 fossero nient’altro che un preparativo alla Grande Guerra: le nazioni europee si stavano allenando per andare al macello. Questa volta, curiosamente a distanza di un secolo, si ripete la stessa tragedia: dopo le guerre in giro per il mondo, può essere arrivato il momento di una guerra europea. Ovviamente, il nemico sarà l’unico paese che si rifiuta orgogliosamente di diventare un giardino a stelle e strisce: la Russia di Putin.
I segnali ci sono tutti. A partire dalla “rivoluzione colorata” dell’Ucraina, le provocazioni degli americani non si sono contate. Recentemente, poi, l’escalation sta aumentando di intensità: ne sono prova i costanti passaggi di incrociatori americani nel Baltico, impegnati in esercitazioni militari. A metà aprile[4], due caccia russi hanno sorvolato in modo «non sicuro e non professionale» uno di questi incrociatori, e apriti cielo. Ne è venuto fuori che aerei ed elicotteri russi hanno preso lo strano vizio di sorvolare queste navi americane a spasso per il Baltico. Ma pensa un po’. Agli acuti strateghi del Pentagono è forse sfuggito che San Pietroburgo, la seconda città della Russia, si affaccia sul Baltico, e che Kaliningrad, la oblast’ russa incuneata tra Polonia e Lituania, è raggiungibile solo via mare e non via terra, in quanto non confinante con il resto del territorio russo.

A strettissimo giro, è stato diffuso uno studio da parte del portale americano “War on the Rocks”[5], che rivela come in caso di una guerra baltica i russi avrebbero agilmente la meglio. Ma si trattava soltanto di uno studio funzionale ad una partita di Risiko, cosa credete!
In realtà i rapporti con la Russia sono cordiali. Talmente tanto, che anche i nostri giornalisti italiani sono mobilitati per sostenere la causa a Stelle e Strisce. La Stampa, ad esempio, informa che nel Baltico si respira già un’aria di guerra. E ovviamente la colpa è dei russi, cattivi fin nel midollo: «La tecnica di Mosca è quella di dividere la Nato con continue provocazioni, infiltrare e manipolare gruppi russofoni, creare disordini e dimostrare che Europa e Nato non sono né uniti né efficienti»[6]. Come se anche un sorvolo da parte degli aerei russi possa essere considerato «provocatorio», in confronto alla esasperante politica americana che va a stuzzicare l’orso fin nella sua tana. Anche perché la NATO con il tempo ha disseminato l’Europa con le sue basi e le sue pedine. Curioso, troverete, che proprio mentre nel Baltico avvengono questi fatti la NATO attivi lo scudo missilistico in Romania[7]. Costo, 800 milioni di dollari, ufficialmente per proteggere l’Europa dai missili provenienti dal Medio Oriente. Vabbè. Il vero obiettivo è così evidente che Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, ha dovuto rassicurare Mosca che i missili non fossero puntati contro la Russia. Putin, che non è un fesso, sa bene che lo Scudo antimissile è destinato a tenere a bada l’orso russo, tanto più che la Romania, come la vicina Polonia, si sta ponendo in atteggiamenti sempre più ostili a Mosca[8]. Così, si è fatto i suoi conti e ha subito annunciato le dovute contromisure[9].
Che in atto vi sia una guerra ormai quasi aperta viene da tutti i fronti. Non si risparmia nemmeno la cultura – o, almeno, quella penosa farsa culturale che sono i contest musicali odierni – quando si scopre che anche l’Eurovision è stato sostanzialmente pilotato per scatenare attriti tra Kiev e Mosca[10].

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Tornando all’argomento iniziale, ci si domanderà a questo punto cosa c’entri Trump. Non dimentichiamo che questo balletto di incrociatori, scudi missilistici, aerei e cacciabombardieri è stato avviato da mr. Obama. È il “premio-Nobel-per-la-pace” che ha perseguito, nei suoi due mandati, la più folle delle politiche estere mai intraprese dagli USA (che in fatto di politica estera non sono mai stati dei genî). Trump, invece, non ha mai nascosto le sue simpatie per Putin: e ovviamente entrambi sono dipinti dalla stampa con le tinte più fosche che i giornalisti possono permettersi. La Clinton, invece, se andasse al potere si limiterebbe a seguire la linea Obama, con tutti i disastri palesi che questa ha apportato alla politica e all’economia europea.

Ora si comprende perché il murales di Vilnius mette alla berlina i due “mostri”: Putin e Trump, accomunati non solo dall’avere un cognome di cinque lettere, ma anche da una vis politica comune. La pedina lituana non può rischiare di irritare i suoi superiori a stelle e strisce, finché questi sono al potere: anche la Lituania fa parte dell’Ue e della Nato. Va da sé che nel giardino a stelle e strisce che si affaccia sul Baltico il giardiniere deve essere sempre lo stesso: anche se è un giardiniere totalmente privo di pollice verde.

[1] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/10/20/russia-critiche-web-per-murales-putin_5200830f-3837-4fe7-b920-8243d57bbcc8.html

[2] http://photo.ukrinform.ua/eng/current/photo.php?id=719190

[3] http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Donald-Trump-bacia-Vladimir-Putin-Murales-Lituania-timori-224378fa-21ec-4411-9135-2978397450a7.html#foto-1

[4] http://www.lastampa.it/2016/04/14/esteri/caccia-russi-sfiorano-nave-da-guerra-usa-nel-mar-baltico-MLFwFjiJrmw2xmbluDk4rN/pagina.html

[5] http://it.sputniknews.com/mondo/20160424/2543224/Baltico-difesa-esercito-guerra-USA-Occidente.html

[6] http://www.lastampa.it/2016/05/15/esteri/nelle-basi-nato-sul-baltico-siamo-a-un-passo-dalla-guerra-gpubGfAZq0JjGGTQmtBfrJ/pagina.html

[7] http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/12/news/romania_scudo_antimissile_mosca_deveselu_nato-139663741/

[8] http://www.limesonline.com/piu-nato-meno-grande-romania-la-ricetta-di-bucarest-contro-la-crisi-russo-ucraina/91130?prv=true

[9] http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/10/news/putin_russia_scudo_spaziale_anti_missili_usa-127049714/

[10] http://www.lastampa.it/2016/05/16/esteri/eurovisione-scintille-tra-kiev-e-mosca-YLxrajZpWSGSbtnPgtBxFI/pagina.html

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