Supereroi e mitologia – L’immaginario dell’eroe (parte I)

Che i due colossi mondiali del fumetto di stampo supereroico, MARVEL e DC,  rappresentino il più delle volte, in maniera più o meno esplicita, la “American Way Of Life“, che agli identitari non va molto a genio, è cosa più che ovvia. D’altro canto, si può dire che, allo stesso tempo, più volte, tale forma di intrattenimento viene spesso sottovalutata, o comunque, osservata con una superficialità spesso puerile e pregiudiziosa.
Mettendo da parte le “Americanate” e quanto visto nelle, spesso pesantemente differenziate, trasposizioni cinematografiche, questo articolo mette, invece, i supereroi sotto un’altra prospettiva, analizzando gli spunti e le connotazioni psicologiche, filosofiche e culturali a cui i sudetti personaggi sono, o possono essere, associati.
Nel corso dei secoli, la mitologia, e in particolare la figura dell’eroe, ha rivestito un ruolo molto significativo e profondo nell’identità di ogni cultura, Europea e non. Tanti sono i miti, le leggende e i poemi di nobili gesta, feroci battaglie e personaggi di grande forza  che sono arrivati fino a noi, e che, ancora oggi, affascinano e ispirano. Ergo, data la natura dei supereroi del fumetto moderno, supporre che tra  loro e determinate figure di alcuni  miti ci siano molte similitudini, è una semplice deduzione logica.
Conclusa questa breve introduzione, inizierò a illustrare alcuni supereroi e figure delle mitologie classiche, illustrando le, spesso incredibili, somiglianze che potrebbero non essere solo mere coincidenze.

 

Wolverine e i guerrieri Berserker
Essendo Wolverine il supereroe preferito in assoluto di chi  scrive questo articolo, iniziare con lui è una scelta prevedibile e piuttosto di parte!
Considerato uno dei supereroi più carismatici e amati di sempre, Wolverine è stato caratterizzato da superpoteri decisamente non convenzionali. In quanto mutante, i suoi poteri sono innati e si sono manifestati durante la pubertà. Essi comprendono sei artigli estraibili da aperture situate sulle nocche di entrambe le mani, olfatto, udito e vista sviluppati come quelli di un animale e la capacità di guarire in pochi secondi da qualsiasi ferita, cosa che gli conferisce una soglia del dolore elevatissima, permettendogli di sostenere scontri estremi in primissima linea, ignorando completamente proiettili, lame e quant’altro.

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Esattamente come “l’Artigliato Canadese” (soprannome dato al supereroe dai fan), i guerrieri Berserker del folklore Germanico erano insensibili al dolore  e si muovevano sul campo di battaglia con atteggiamenti e movenze che di umano avevano ben poco. Uno dei tanti punti cardine della caratterizzazione psicologica di Wolverine è infatti il suo continuo conflitto con una rabbia primordiale che alberga in lui. In molte storie, in determinate occasioni egli, come dice spesso, fa “uscire la bestia” e, al pari dei Berserker Germanici, entra in una sorta di estasi in cui, completamente senza controllo, adotta uno stile di combattimento selvaggio, scomposto e brutale, riuscendo ad infliggere  grandissime quantità di danni in pochissimo tempo, avendo poi la meglio su avversari anche più potenti di lui, come Hulk, personaggio con cui si è scontrato in più occasioni, lasciando un risultato tutt’altro che scontato nonostante le apparenze!
Altro elemento che accomuna molto Wolverine a tali guerrieri, perennemente sospesi tra leggenda e realtà, è il fatto che nella saga “Origins”  viene rivelato che il supereroe passò una buona parte della  sua adolescenza vivendo a strettissimo contatto con un branco di lupi e si inselvatichii, oltre ad appartenere ad una razza di mutanti evolutisi proprio dai lupi, chiamata “Lupoidi” o “Lupus Sapiens“. In molti miti Germanici, infatti, i Berserker avevano una forte affinità con questi animali, a tal punto che il clan degli  Ulfedhnar, quando scendeva in battaglia, indossava pelli di lupo, allo scopo di assorbire lo spirito e il potere di tale animale e diventare più feroce in battaglia. Cosa che, si suppone, abbia successivamente dato i natali alla figura del Licantropo.
Anche fisicamente Wolverine richiama alcuni tratti dei Berserker, come la posizione a gambe divaricate e il baricentro basso, come a volersi mettere su quattro zampe, gli artigli sguainati in avanti, i muscoli in completa tensione, i denti digrignati o la bocca spalancata, impegnata a lanciare urla animalesche. Concludendo con il suo irsutismo, i capelli lunghi e la barba spesso incolta, caratterische che si potevano generalmente riscontrare nelle popolazioni Germaniche dell’epoca.

 

 

Wonder Woman e le donne della mitologia Greca
Creata nei primi anni ’40 come controparte femminile di Superman, Wonder Woman rappresenta una delle più grandi icone femminili della DC, e dei fumetti in generale.
Dotata di una forza sovraumana, pari a quella di Superman, una grande maestria nel combattimento e la capacità di volare, Wonder Woman ha molte similitudini con le figure femminili della mitologia Greca.
Infatti, Diana Prince è la figlia di Ippolita, la regina dell’isola paradiso, patria delle Amazzoni. Nata come dono della dea Afrodite in seguito alle preghiere della madre, Diana crebbe sull’isola finchè il pilota di caccia Steve Trevor precipitò col suo aereo sull’isola. L’incontro con il pilota e il suo spirito di intraprendenza la spinsero poi ad entrare in contatto col mondo esterno e, successivamente, a prendere parte alla Justice Leauge. Raffigurata spesso con uno scudo rotondo e una spada corta, armi tipiche della Grecia antica, Wonder Woman è anche armata con due bracciali di metallo e un lazo d’oro che ha il potere di far dire solo la verità a chi viene legato con esso, oltre ad indossare gli stivali di Ermes, che gli permettono di volare. Il suo intero arsenale è inoltre stato forgiato dal fabbro degli dei Efesto, che ne garantiscono l’indistruttibilità. Nel mondo dei fumetti inoltre, si fa spesso riferimento a Wonder Woman come membro della cosiddetta “Trinità“, ovvero i tre eroi più forti del mondo DC e fondatori della Justice Leauge, che corrispondono alla già citata Wonder Woman, Superman e Batman. Il nome del trio, richiama esplicitamente la trinità del pantheon Greco, composta da Zeus, Poseidone e Ade che costituivano per l’appunto gli dei più potenti del Monte Olimpo.

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Wonder Woman possiede inoltre caratteristiche che le sono state donate da alcune divinità Greche, tra queste ne spiccano due in particolare:

La saggezza di Atena: Wonder Woman è, infatti, dotata di una grande intelligenza, a tal punto da poter imparare una lingua straniera in pochi minuti, e di una brillante capacità strategica che ha spesso fatto la differenza in molti suoi scontri, oltre che di una maestria nel combattimento superiore a quella di qualsiasi uomo normale, che contrasta nettamente con quella del dio Ares che, incarnando invece il lato prettamente brutale e violento della guerra, spesso appare come antagonista nelle sue avventure.

La bellezza di Afrodite: Essendosi sviluppata come icona femminile dei fumetti, ovviamente, Wonder Woman doveva sfatare il becero stereotipo del “Bella=stupida“. Infatti, insieme alla notevoli capacità sopra elencate, Wonder Woman è sempre stata raffigurata come una donna molto avvenente, con lunghi capelli neri leggermente mossi, occhi azzurri e forme prosperose che inizialmente riconducevano molto alle Pin-up anni ’40-’50, ma che si possono ricondurre anche all’archetipo della “bellezza Mediterranea“, e di conseguenza, a quella che poteva essere la donna Ellenica.

Come si può facilmente notare, gli spunti mitologici qui sono molto più tangibili e diretti rispetto a quelli illustrati precedentemente in Wolverine. Dopotutto, quella Greca è sempre stata una delle mitologie più famose e conosciute al grande pubblico, pertanto uno dei più famosi personaggi del genere supereroico, non poteva che rifarsi ad essa!

 

 

 

 

 

 

 

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