Vilta’ e menzogne

In queste sere, su tutti i telegiornali, stiamo osservando l’aumento esponenziale delle denunce di violenza o molestia sessuale a danno di diverse donne tedesche perpetuate da immigrati, perlopiù nordafricani, commesse la notte di Capodanno a Colonia e in altre parti della Germania.
Fino al nove Gennaio il Corriere della Sera riportava che le denunce a Colonia erano ammontate a 516 causate da 500 immigrati illegali.
Ad Amburgo, invece, si sono registrate 133 denunce. Come è stato anche ripetuto dai media più importanti del nostro paese, le violenze sembrano essere state “organizzate” da gruppi criminali.
Nei giorni seguenti a questi tristi avvenimenti a Colonia, sono scesi a manifestare molti gruppi di cittadini, anche dai forti connotati politici. Oltre al gruppo di donne che protestava contro le molestie subite, sono scesi per le strade anche gruppi di Antifascisti e collettivi di estrema sinistra che manifestavano, però, non contro le violenze di Capodanno, che hanno condannato non ritenendole collegate col fenomeno migratorio, ma contro un altro corteo, quello di Pegida formato da 5.000 persone, nel quale, tra l’altro, hanno partecipato anche molti attivisti identitari, che stava a sua volta manifestando sempre quel giorno a Colonia per l’assenza delle forze dell’ordine durante la notte di San Silvestro e l’espulsione degli immigrati clandestini.
Il contro-corteo antifascista, che difficilmente sarebbe sceso in piazza per manifestare se Pegida non si fosse presentata, ha ribadito che le manifestazioni di estrema destra non fanno altro che diffondere odio e intolleranza in questi momenti nei quali, a detta loro, dovrebbe esserci apertura nei confronti dei rifugiati.
A tutti i manifestanti è stato permesso di scendere in piazza e protestare pacificamente, ma il gruppo di Pegida ha affrontato una pesante ed ingiustificata repressione da parte delle polizia che, per l’occasione, era giunta sul luogo con 1.700 agenti in tenuta anti-sommossa.

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Da un video pubblicizzato da Anonymous si evince che un giornalista sia stato lasciato accedere al corteo dei manifestanti di Pegida e abbia lanciato un petardo che, assieme agli schiamazzi e alle provocazioni di un gruppo di hooligans esterno al corteo, abbia messo in allerta la polizia che, di risposta, ha circondato i  manifestanti, uomini e donne indifesi, non lasciandogli via di fuga.
Dopo aver intimato i dimostranti di Pegida di lasciare la piazza, cosa impossibile dato che i contestatori erano totalmente accerchiati dagli anti-sommossa, gli agenti hanno provveduto ad usare pompe d’acqua contro i partecipanti al corteo. I media italiani tacciono e non sembrano sapere nulla della violenta repressione attuata a Colonia, dipingendo invece i manifestanti di Pegida come degli estremisti, spesso pericolosi neonazisti. Nulla di più falso essendo Pegida un fenomeno spontaneo di cittadini tedeschi non appartenenti a nessun partito in particolare e che guardano con forte occhio critico alla politica del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Due pesi e due misure per la polizia di Colonia che sotto direttiva del capo delle forze dell’ordine della città Wolgang Albers, ordinò durante la notte di San Silvestro, e i momenti immediatamente successivi, di nascondere le violenze e la nazionalità degli aggressori, magari temendo che qualcuno avesse potuto notare l’assenza di un sufficiente corpo d’ordine durante una festività rinomatamente caotica. Ma che la polizia sia nata per difendere questo status quo criminale è un dato di fatto, una rimprovero particolare va invece a chi, dall’altra parte della piazza, manifestando sempre per le molestie di Capodanno, non abbia alzato un dito o solamente la voce per difendere quei concittadini che venivano respinti dalle pompe d’acqua della polizia.

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